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Reversibilità pensione
2015-03-09 17:10:15
La reversibilità pensione, nasce negli anni '80, a tutela del coniuge superstite spesso per le donne, che non disponevano, alla morte del marito, di una propria pensione o godevano di un reddito molto basso. L'INPS, riconosce ai beneficiari, una Pensione ai superstiti, ovvero garantisce che il diritto previdenziale, maturato dai contributi versati durante la vita lavorativa, passi ai familiari diretti.

La pensione di reversibilità, si suddivide in:

- Reversibilità diretta: è una prestazione economica a favore dei familiari diretti, nel caso in cui il defunto, è già titolare di una pensione, al momento della morte;
- Reversibilità indiretta: detta pensione indiretta o di assicurato, quando il deceduto, non è ancora titolare di una pensione, ma ha già maturato i requisiti prescritti, per aver diritto alla pensione di vecchiaia o eventualmente a quella d'invalidità.

Scopriamo come ottenere la reversibilità pensione



Se il lavoratore deceduto, non ha maturato i requisiti di legge, i familiari possono richiedere: l'Indennità per morte o l'indennità una tantum.

La prima nel caso che risulti assicurato all'INPS, fino al 31/12/1995, che i superstiti non godano di pensione diretta e che nei 5 anni antecedenti la morte, abbiano versato almeno un anno di contributi; in questo frangente, la domanda, pena perdita del diritto, va inoltrata entro 1 anno dalla morte.

In caso di divorzio, il diritto sussiste se:

- Il beneficiario gode di un assegno,
- Non abbia contratto nuovo matrimonio
- Il defunto risulti iscritto all'Ente, prima che sia stata emessa la sentenza di divorzio.

Nell'eventualità che dopo il divorzio, il defunto abbia contratto nuovo matrimonio, la pensione di reversibilità sarà una unica quota, suddivisa tra il coniuge superstite e quello divorziato, tale ripartizione, verrà stabilita con una sentenza, dall'Autorità Giudiziaria, dietro istanza inoltrata dalle parti interessate.

La reversibilità pensione, spetta ai figli, se sono minorenni, ma in particolar modo se si tratta di:

- Disabili
- Studenti universitari, ancora a carico dei genitori.

Essa spetterà anche ai nipoti, se alla morte di uno dei nonni, erano a loro totale carico, mentre, in mancanza del coniuge, dei figli o dei nipoti, la pensione spetterà ai genitori, aventi meno di 65 anni, non titolari già di una pensione e risultanti a carico del defunto.

Ne avranno diritto anche i fratelli, non sposati, inabili, che non posseggono pensioni, e che alla data della morte, risultano a carico del defunto.

Per ottenere la reversibilità pensione, basta presentare una domanda, anche tramite Patronato, all'ufficio dell'Ente pensionistico, con allegati i documenti richiesti.

Essa inizia a decorrere dal mese successivo al decesso dell'assicurato, inoltre andrà tenuto presente, che l'importo, potrà subire delle variazioni, in base al reddito del beneficiario; la domanda ha valore anche per richiedere gli importi di pensione già maturati, ma non ancora riscossi.

La quota viene calcolata sulla base della pensione del defunto, alla quale verranno applicate le percentuali previste dalla Legge 335/95, quindi non corrisponderà per l'intero importo di cui era titolare il pensionato stesso.

Se il coniuge superstite, è titolare di una pensione sociale, viene a perdere tale diritto, nel momento in cui diventa titolare della pensione per superstiti.