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Inumazione
2015-03-09 12:35:13
L'inumazione o più comunemente nota come sepoltura di un defunto, è una pratica molto antica, nata per soddisfare due necessità:
da un lato rappresenta l'allontanamento del cadavere dalla comunità, dall'altro viene utilizzato per conservarlo e proteggerlo dagli animali, che altrimenti potrebbero farne scempio.

Il culto dei morti, è professato con regolare fervore dai tempi dell'Homo Sapiens e poi dalle diverse civiltà nei vari rituali, ma sempre con lo scopo di preservare il corpo dopo la morte.

Scopriamo la corretta procedura per l'inumazione


Per inumazione s'intende l'immissione della bara interra aperta, per un periodo non inferiore ai 10 anni, dopo i quali sarà possibile l'esumazione ordinaria, solo se la decomposizione è totalmente avvenuta.

Il periodo può variare, in quanto possono influire diversi fattori, come ad esempio la composizione del terreno, altrimenti si procederà ad una nuova inumazione.

Dal 01/04/2001, l'inumazione non è più gratuita, ma ogni comune può attuare un suo tariffario.

Per cadavere si intende un corpo umano, privo delle funzioni cardio-respiratorie e cerebrali; il medico necroscopo, entro 36 ore e non prima di 8 dal decesso, procederà all'accertamento dell'avvenuta morte.

Seguirà un periodo di 48 ore, detto Periodo di osservazione, per verificare che il cadavere non manifesti eventuali segni vitali; alla fine di ciò, il medico necroscopo, potrà redigere il certificato di avvenuto decesso.

In seguito alla morte di una persona, sarà il parente più prossimo, a dover far richiesta dell'inumazione della salma, all'Ufficio di stato civile competente.

Questa operazione viene resa attiva, nel momento in cui viene notificato il decesso; se accade in un giorno in cui gli uffici comunali sono chiusi, sarà lo stesso custode del cimitero ad assegnare il posto in terra, e successivamente è tenuto a comunicarlo al Comune.

Ogni Comune nella realizzazione del cimitero, deve tener conto del fabbisogno di sepolture, inoltre c'è da dire che l'area per la sepoltura risulta essere suddivisa in riquadri, ogni quadro comprende fosse distribuite, in file continuate simmetricamente ai muri di cinta ed ai viali di comunicazione.

I campi d'inumazione, devono essere siti in luoghi idonei allo scopo, tenendo conto della struttura geologica e mineralogica, delle proprietà meccaniche e fisiche del terreno e della eventuale presenza di falde idriche.

Il defunto verrà posto in una cassa di solo legno leggero con essenze, senza cassa interna ermetica di zinco, ma dovrà rispecchiare determinate caratteristiche: Qualità, Tenuta e resistenza meccanica, Biodegradabilità e combustione, in modo che non possano distruggersi in tempi rapidi, sotto l'azione della terra e del calore.

Ogni bara deve riportare il timbro a fuoco sia della ditta costruttrice che di quella che ne ha effettuato la produzione.

Ogni feretro è posto in una fossa distinta nella nuda terra, le cui caratteristiche sono definite dal Regolamento interno di Polizia Mortuaria, allo scopo di rendere il più rapido possibile la trasformazione delle materie organiche in sali minerali.

Il Comune avrà cura di munire ogni fossa di un ceppo, quale sistema di identificazione resistente agli agenti atmosferici e sarà applicata una targhetta con: nome, cognome, data di nascita e morte del defunto.

Ogni cadavere dev'essere messo in una fossa separata dalle altre, profonda più di due metri, dalla superficie del terreno e ricoperta con terra di riporto; per le persone oltre i 10 anni, vanno osservate le seguenti misure:

Lunghezza 2,20 metri, Larghezza 0,80 metri Distanza fra di loro di almeno 0,50 metri per ogni lato. Solo le madri ed i neonati deceduti in concomitanza del parto, possono essere chiusi nella stessa cassa e sepolti in un'unica fossa.