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Cremazione
2015-03-09 13:13:43
La legge del 30 marzo 2001, emanata come modifica al Decreto Presidenziale del 1990, contempla le nuove disposizioni in materia legale, circa la cremazione dei corpi, e la successiva dispersione delle ceneri, sempre nel rispetto delle ultime volontà del defunto.

Solo l'Ufficiale dello Stato Civile, del relativo Comune, ove è avvenuto il decesso, è autorizzato a permettere la cremazione, previo aver acquisito dal medico necroscopo, un certificato attestante il decesso per morte naturale, il tutto per escludere morte sospetta o consecutiva a reati punibili; in tal caso l'Ufficiale di Stato Civile, è obbligato a denunciare l'evento all'Autorità Giudiziaria competente.

Leggi e procedura relative alla Cremazione


Si può procedere all'operazione di cremazione, solo a determinate condizioni:
- Dichiarazione espressa dal defunto: nel pieno possesso delle proprie facoltà, con dichiarazione testamentaria, che può essere revocata, ma solo se sussiste una dichiarazione autografa, post-datata, in cui si esprime la revoca della cremazione.
- L'iscrizione ad associazioni: certificata da un rappresentate legale, che tra gli articoli del loro statuto, prevedano la cremazione dei cadaveri dei loro associati; tale iscrizione ha valore legale anche nel caso in cui i parenti esprimano parere contrario.

In mancanza di dette procedure: sarà il coniuge superstite, o il parente più prossimo a realizzare le ultime volontà del defunto.

La procedura stabilisce che: la volontà sia manifestata all'Ufficiale di Stato Civile, del comune del decesso o di residenza.

In caso di minori o di persone interdette: saranno i loro legali rappresentanti a richiederne la cremazione.

Dopo la cremazione è d'obbligo sigillare l'urna, in modo da consentirne l'eventuale identificazione dei dati anagrafici del defunto; sarà compito del coniuge superstite o del rappresentante legale, o dell'associazione di svolgere la dispersione delle ceneri in luoghi specifici.

Il trasporto delle ceneri, salvo diversa disposizione, non è soggetto alle misure precauzionali igieniche, infatti, possono essere disperse in aree appositamente adibite nei cimiteri, in parti private, previa autorizzazione dei proprietari, in natura o in mare aperto, solo nei tratti liberi da natanti o manufatti.

Solo nel caso di indigenza comprovata del defunto, le spese, possono essere sostenute, se possibile, dal comune dell'ultima residenza, compresi gli oneri e le spese derivanti.

Il forno crematorio, si compone di due parti sovrapposte, separate da una griglia, il tutto in materiale refrattario, la temperatura raggiunge circa i 1400-1800 gradi Fahrenheit, tramite resistenze elettriche, bruciatori a gas o fiamma diretta.

Il forno viene pre-riscaldato e dopo aver riposto il corpo nella parte superiore, tramite guide metalliche, una porta meccanizzata viene immediatamente richiusa, al fine di evitare dispersioni di calore.

Durante la combustione del contenitore, il calore asciugherà il corpo, i muscoli si contrarranno, in seguito alla vaporizzazione dei tessuti molli, le ossa si calcificheranno fino a sbriciolarsi.

Durante tutta l'operazione, non si avverte un odore particolare, in quanto il forno distrugge le emissioni ed il fumo viene vaporizzato; i resti rimanenti, formati da piccoli frammenti ossei, verranno ulteriormente macinati, fino ad ottenere una sabbia omogenea e molto fine.

L'operazione può durare da 1 a 3 ore, i resti vengono posti in un'urna o in un contenitore adatto e vengono sigillati per poter essere successivamente consegnati ai legittimi eredi.