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Certificazioni
2014-11-27 15:18:32
Lo stato di morte di una persona, è determinato dalla cessazione delle tre funzioni vitali: quella cardiocircolatoria (detta morte clinica), quella respiratoria (morte reale), quella nervosa (morte legale), che si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo, determinata in seguito ad accertamenti.

Quali sono a questo punto i certificati necessari?

In caso di decesso, i congiunti più diretti, o l'agenzia funebre che opera per essi, sono tenuti ad ottemperare ad alcuni obblighi, previsti dal Regolamento Nazionale della Polizia Mortuaria. I documenti da redigere sono:

Constatazione del decesso, Certificato di morte, Denuncia all'ISTAT, riguardante le cause che hanno determinato la morte.

La constatazione del decesso, consiste in un certificato, compilato quasi sempre dal medico che interviene per primo sul posto e constata l'evento, esso deve riportare le generalità del defunto, ora, data e luogo del decesso, tale certificato attesta la cessazione delle attività vitali ed è redatto in carta semplice o su un ricettario. Il certificato di morte, o certificato necroscopico, viene compilato dal medico necroscopo, che provvederà a redigerlo tra la 15° e la 30° ora dal decesso, e lo invierà all'Ufficiale di Stato Civile, perché possa procedere alla cancellazione del nome del defunto, dall'anagrafe ed autorizzarne la sepoltura.

Il medico necroscopo, nominato dalla USL, verifica la comparsa dei fenomeni cadaverici, per confermare la diagnosi di morte, i segni possono essere immediati, come assenza di:

Motilità, Respiro, Battito cardiaco, Polso arterioso, Coscienza, Riflessi corneali e pupillari.

Altri fenomeni si manifestano quando la morte è avvenuta ore prima, come conseguenza della cessazione delle attività vitali e saranno presenti:

L'Algor mortis, Il raffreddamento del cadavere, Il Livor mortis, La comparsa di macchie ipostatiche, Il Rigor mortis, ossia la vera rigidità cadaverica.

Il certificato di morte, serve solo ad attestare la cessazione di tutte le funzionalità vitali e l'inefficienza di eventuali manovre di rianimazione, esso è indispensabile non solo per permettere di eseguire la sepoltura, ma soprattutto per spostare e trasportare il cadavere, questo specie se il decesso è avvenuto in seguito ad un incidente.

Infine c'è la denuncia da presentare all'ISTAT, inerente alle cause che hanno determinato la morte, essa va indirizzata al Sindaco del comune dove si è verificato il decesso. Se la morte è avvenuta al domicilio, sarà lo stesso medico curante o quello di famiglia che provvederà a compilare l'apposito modulo fornito dall'ISTAT, in quanto questi è a conoscenza dell'anamnesi patologica del paziente, dell'evoluzione della malattia e potrà determinare l'eventuale causa ultima del decesso.

In mancanza del dottore di famiglia, sarà compito del medico necroscopo, dipendente della USL, a fare la denuncia della presunte causa di morte, in seguito al riscontro diagnostico e redigere tale scheda, entro 24 ore dalla constatazione del decesso. Se la morte avviene in ospedale, sarà il medico del reparto a provvedere, invece, se l'evento si verificherà su un mezzo di soccorso, dopo le manovre di rianimazione, spetterà al medico responsabile del primo soccorso denunciarne la morte.

La denuncia delle cause di morte, compilate sugli appositi stampati, messi a disposizione dell'ISTAT, hanno finalità soprattutto sanitarie, servono in realtà a determinare statisticamente i vari decessi, suddivisi su base epidemiologica.